La Calabria è terra di confine, terra estrema di borghi nascosti, ognuno con la propria identità.

Un paesaggio naturale molto variegato

Sarà per questo che i viaggiatori stranieri che arrivano in Calabria rimangono disorientati, non riescono a definirla.

“Nelle sue vaste plaghe montane talvolta non sembra di essere nel Mezzogiorno, ma in Svizzera, nell’Alto Adige, nei paesi scandinavi”, scriveva Guido Piovene, “Da questo Nord immaginario si salta a foreste d’olivi, lungo coste del classico tipo mediterraneo, vi si incuneano canyons che ricordano gli Stati Uniti, tratti di deserto africano ed angoli in cui gli edifici conservano qualche ricordo di Bisanzio”.

E del resto con quattro parchi naturali (quelli nazionali del Pollino, della Sila e dell’Aspromonte e quello regionale delle Serre) e due mari che bagnano le sue coste, gli scenari naturali della Calabria sono molto variegati.

Borghi della Calabria: quanti sono

In questo contesto naturalistico sorgono i 336 borghi della regione peninsulare più a Sud d’Italia, comuni con meno di 5.000 abitanti che rappresentano l’83 per cento del totale dei comuni della Calabria (404).

Di questi, ben 16 fanno parte dell’associazione de I borghi più belli d’Italia.

Nel mese di gennaio 2023 il comune di Badolato è entrato nel circuito nazionale di salvaguardia storica e paesaggistica che il Club rappresenta. Un riconoscimento per l’intera regione oltre che per l’antico borgo fondato da Roberto Il Guiscardo D’Altavilla nel 1080.

Quali borghi calabresi sono nell’elenco di Borghi più belli d’Italia?

Badolato tra l’altro è il primo Comune della provincia di Catanzaro ad entrare a far parte dell’associazione dei Borghi più belli e va ad aggiungersi agli altri 14 comuni della regione Calabria, in rigoroso ordine alfabetico: Aieta, Altomonte, Buonvicino, Caccuri, Chianalea, Civita, Fiumefreddo Bruzio, Gerace, Morano Calabro, Oriolo, Rocca Imperiale, Santa Severina, Stilo, Tropea.

Borghi fuori dalle rotte turistiche di massa

Arroccati su costoni di alta montagna, come Nardodipace e San Giovanni in fiore (oltre i mille metri), spesso difficili da raggiungere e per questo dall’atmosfera solitaria, in cui sopravvivono tradizioni millenarie e un idioma che trae le sue origini negli antichi colonizzatori greci, come a Gallicianò di Condofuri.

Altre volte affacciati direttamente sul mare (che sia lo Ionio o il Tirreno), come BadolatoScilla o Torre Melissa, dove i ritmi dei pescatori scandiscono ancora il tempo per la restante parte degli abitanti.

Molti dei borghi della Calabria sono ancora fuori dalle rotte del turismo di massa, non contaminati dalla globalizzazione e per questo ancor più affascinanti agli occhi di chi cerca emozioni genuine.

Cosa fare nei borghi della Calabria

Passeggiare per vicoli acciottolati in cui sentire l’eco dei propri passi o il vociare delle donne che si parlano dalle finestre e dei bambini che giocano in strada è un’esperienza che si può vivere quotidianamente in questi luoghi.

E così, tra castelli normanni, chiese di epoca medioevale, edifici storici, botteghe di artigiani, panorami mozzafiato e una tradizione culinaria unica nel suo genere, per conoscere a fondo la Calabria bisogna necessariamente passare per i suoi borghi.

Ne abbiamo selezionati 18, molti di questi sconosciuti alla maggior parte dei turisti. Iniziamo dunque con voi un tour virtuale per farveli conoscere.

Fiumefreddo Bruzio (Cosenza)

Fiumefreddo Bruzio è un borgo del Basso Tirreno Cosentino situato in posizione panoramica a 220 metri di quota sul livello del mare.

Le origini di Fiumefreddo Bruzio, che fa parte dell’associazione dei Borghi più belli d’Italia, risalgono al Medioevo (intorno all’anno 1000), mentre il suo nome deriva dalle acque fredde del fiume che scende alle sue spalle dalla cima di Monte Cocuzzo. Caratteristici del centro storico sono i tanti vicoli ciottolati in pietra viva.

Tra i punti d’interesse del borgo c’è il “Castello della Valle” o “Castel Freddo”, dichiarato “Monumento nazionale contro tutte le guerre”.

Da vedere anche la chiesa matrice di S. Michele Arcangelo, edificata nel 1540 e rimaneggiata nei secoli, che conserva pregevoli tele di Francesco Solimena e Giuseppe Pascaletti. Da vedere anche il Palazzo del barone Del Bianco e il Palazzo Gaudiosi.

Il borgo merita una visita anche per la possibilità di fare trekking ed escursioni sul Monte Cocuzzo.

Belmonte Calabro (Cosenza)

Il borgo di Belmonte Calabro, fondato dagli Angioini nella seconda metà del Duecento, è ubicato nel basso Tirreno cosentino.

Belmonte si erge attorno al suo castello. Oggi, la fortificazione ospita un centro culturale, la biblioteca comunale e il museo della Civiltà contadina.

Il centro storico è racchiuso dalle mura di cinta, che ancora risultano parzialmente conservate. Si accedeva all’abitato ed al castello attraverso tre porte: la porta di mare, che era affiancata da una torre, da cui la denominazione del rione, la porta di terra, che era posta ai piedi del Castello e guardava verso i monti, ed una porta laterale, ancora visibile, che si apre a Nord, verso il vallone, che da essa prende il nome “Vallone della Porta”.

Tra i monumenti religiosi del borgo meritano una visita la cinquecentesca chiesa di Santa Maria Assunta, il convento dei Cappuccini del 1606 e la chiesa delle Anime del purgatorio risalente al XIV secolo e antica chiesa parrocchiale di Belmonte sino al 1585.

Altomonte (Cosenza)

Altomonte è un borgo medioevale a 496 metri sul livello del mare, con una splendida vista sui monti del Pollino, della Sila, della piana di Sibari e del mar Ionio.

La sua conformazione urbana ricorda quella di una città araba, con stretti vicoli e ripide scalinate. Il borgo si sviluppa attorno alla chiesa di Santa Maria della Consolazione che rappresenta il massimo esempio di arte gotico-angioina in Calabria.

Altri punti d’interesse del borgo sono il castello feudale di origine normanna (XII secolo), il museo civico all’interno del Convento domenicano, il palazzo Pancaro (antica dimora gentilizia), la chiesa di San Giacomo Apostolo e quella di San Francesco di Paola. Dal punto di vista naturalistico bisogna menzionare la Riserva del Farneto.

Altomonte è tra i borghi più belli d’Italia, oltre ad essere “Città del Pane”, “Bandiera Verde” e “Città Slow”.

Sangineto (Cosenza)

Sangineto è un piccolo borgo del medio Tirreno Cosentino posto a 275 metri di quota sul livello del mare.

Il borgo ricade all’interno del Parco nazionale del Pollino e si sviluppa tra il centro storico dall’impianto tipicamente medievale e il Lido, caratterizzato da un meraviglioso litorale compreso nella Riviera dei Cedri.

Tra i punti di interesse si devono menzionare i resti del Castello antico, la chiesa di Santa Maria della Neve, il convento di San Francesco da Paola e il Castello del Principe (o di Sangineto).

Tra le tante escursioni che è possibile fare partendo dal borgo segnaliamo quella sul massiccio del monte Cannitello e quella che porta al piccolo lago La Penna, di natura carsica, situato a 852 metri sul livello del mare ai piedi dell’omonimo monte. C’è poi il “Sentiero dei sogni”, aperto nell’agosto 2020, che conduce a una bellissima cascata naturale all’interno di una grotta.

Santa Caterina dello Ionio (Catanzaro)

Santa Caterina dello Ionio è un piccolo borgo di 2.118 abitanti situato ai piedi delle montagne delle Serre calabresi, confinante con i comuni di Guardavalle e Badolato, in provincia di Catanzaro.

Le sue origini risalgono a 1.100 anni fa. La leggenda vuole che il suo nome derivi dal fatto che nel luogo in cui sorse il borgo gli abitanti sconfissero i saraceni grazie all’aiuto di Santa Caterina di Alessandria, apparsa come visione durante la battaglia.

Al borgo di Santa Caterina dello Ionio si arriva varcando l’unica porta dell’antica cinta muraria: la Porta dell’Acqua.

Tra i punti di interesse vi sono i resti del palazzo nobiliare dei Marchesi di Francia (di epoca liberty), il palazzo Baronale, Palazzo Giannini e Palazzo Badolato. Tra i monumenti religiosi, non si può non entrare nella Chiesa matrice del XVII secolo, a forma di croce latina in tre navate. Dopo uno spaventoso incendio del 1983 la Chiesa è stata riaperta nel 2003.

Taverna (Catanzaro)

Taverna è un tipico villaggio dell’entroterra Silano, precisamente della Sila Piccola catanzarese, all’interno del Parco nazionale della Sila.

Le origini del borgo risalgono alla fondazione della colonia greca di Treis-chenè. Dopo la distruzione del suo castello, per opera delle truppe di Francesco Sforza nel 1459, la popolazione di Taverna si trasferì sempre più verso l’entroterra.

Taverna è anche il paese natale di Mattia Preti, il più grande pittore della Calabria di cui si conservano, nel Museo civico e in due chiese (quella di S. Barbara e quella di S. Domenico) numerose e importanti opere.

Proprio la Chiesa monumentale di San Domenico, edificata in tufo nel XV secolo, è uno dei principali punti d’interesse del borgo. Meritano una visita anche l’antica torre del Baiolardo, la chiesa di Santa Barbara e quella di Santa Maria.

Nel centro storico è possibile ammirare il museo a cielo aperto in cui sono state installate diverse opere bronzee e le vie della Poesia dove, incisi su terracotta, è possibile leggere i versi d’importanti autori del Novecento.

Taverna fa parte dei comuni a Bandiera arancione del Touring Club Italiano.

Curinga (Catanzaro)

Curinga è un antico borgo medievale (in provincia di Catanzaro) le cui origini risalgono al IV e III secolo a.C..

Come molti luoghi della Calabria, ha subìto nel corso dei secoli diverse dominazioni fino alla colonizzazione dei greci. Barbari, bizantini, saraceni, normanni e svevi si sono avvicendati alla guida della cittadina (lasciandone segni tangibili) fino a quando, alla fine del ‘400, fu inclusa nel Feudo di Maida.

Il paese, che si divide in più zone, ospita vecchi portali in pietra che adornano le antiche abitazioni gentilizie tra i vicoli del centro storico.

Tanti i punti d’interesse nel borgo. Primo fra tutti il Santuario Maria Santissima del Carmelo, con l’annesso complesso monastico di Sant’Elia Profeta (risalente al 1062). Poi le Terme romane di Curinga. E ancora la chiesa di Sant’Andrea apostolo del XVI secolo, che è la Matrice del borgo.

Monumento naturale è poi il Platano di Curinga, l’albero più largo e vecchio d’Italia. Nel 2021 si è classificato al secondo posto come Albero europeo dell’anno.

Nicotera (Vibo Valentia)

Nicotera è un borgo in provincia di Vibo Valentia ed è il primo paese che si incontra venendo da Sud sulla Costa degli Dei.

Il paese subì diverse incursioni da parte dei saraceni, questi spinsero la popolazione a rifugiarsi nella parte alta dove, nel 1065, Roberto d’Altavilla il Guiscardo fece costruire – a 220 sul livello del mare – un castello attorno al quale si sviluppò la città.

Il periodo più fiorente per Nicotera fu durante la dominazione Sveva, nel XII secolo. In questo periodo il borgo conquistò il titolo di città regia e venne costruito il quartiere ebraico della “Giudecca”.

Tanti i punti di interesse nel borgo: da Porta Palmentieri (l’unica rimasta delle sette fatte erigere da Roberto il Guiscardo) ai quartieri di Santa Chiara e del Borgo. Da Palazzo Proto alla chiesa di Gesù e Maria. E ancora: il quartiere di San Giuseppe e quello di Santa Caterina, l’antica giudecca, il vico degli ombrelli, il Castello dei Ruffo, la Concattedrale Maria Santissima Assunta e Nicotera marina.

Nicotera è conosciuta anche come la città della dieta mediterranea.

Zungri (Vibo Valentia)

Zungri, conosciuta anche come “la città di pietra”, si trova nella zona dell’Altopiano Poro, affacciato sul Golfo di Lamezia Terme e a pochi chilometri dalla più conosciuta Tropea.

Il suo soprannome lo deve al villaggio rupestre presente nel suo territorio: con circa 55 case-grotta, l’insediamento si estende in un’area di circa 3.000 metri quadri e su più livelli. Misteriosa ancora l’origine del villaggio: la teoria più accreditata è quella secondo cui le case-grotta diedero riparo agli Sbariati, un gruppo di religiosi erranti in fuga dalla Sicilia o da alcune comunità africane in seguito alle invasioni barbariche. Il villaggio risalirebbe dunque al X secolo e avrebbe permesso ai fuggitivi di mettere radici in questa zona della Calabria. A questa comunità è dedicato anche un apposito museo.

Oltre alle grotte, a Zungri è possibile visitare il Santuario Madonna della Neve, il palazzo di Francia, la casa baronale Pisani e la villa romana di Trisulina.

Vallata dello Stilaro: Bivongi, Monasterace, Pazzano, Stilo (Reggio Calabria)

In provincia di Reggio Calabria troviamo la Vallata dello Stilaro, un territorio che si estende per circa 20 chilometri, da Monasterace alle Serre Calabre. I borghi che ne fanno parte (Bivongi, Monasterace, Pazzano e Stilo) sono tutti di interesse culturale e si trovano al confine con la provincia di Catanzaro.

Stilo

Stilo, borgo a 400 metri sul livello del mare, è conosciuta per la Chiesa Cattolica in stile bizantino (costruita con muratura in mattoni) e il pittoresco centro storico. Le sue origini risalgono al VII secolo e oggi viene ricordata anche per aver dato i natali al filosofo Tommaso Campanella. Da visitare anche la chiesa di San Nicola da Tolentino e il Duomo trecentesco, una delle più antiche sedi vescovili della Calabria.

Monasterace

A Monasterace si può ammirare, oltre il centro storico arroccato intorno al Castello, anche il Parco archeologico dell’antica Kaulon con il tempio Dorico in riva al mare Ionio.

Pazzano

Pazzano (498 abitanti), borgo incastonato tra monte Sella e monte Consolino, è il più piccolo della Vallata dello Stilaro e questo gli conferisce un fascino tutto particolare. Tra i punti d’interesse vi è l’Eremo di monte Stella, visitato ogni anno da migliaia di pellegrini, e le ormai dismesse miniere di ferro attorno alle quali si sta realizzando un “museo della cultura mineraria”.

Bivongi

Molto caratteristico è l’abitato di Bivongi, costituito da un labirinto di stradine e una moltitudine di scale necessarie per raggiungere le case arroccate l’una sull’altra. Tra le sue mura si trova il monastero ortodosso di San Giovanni Theresti (X-XI sec.)

Bivongi è conosciuto anche come il Borgo della Longevità in quanto tra i suoi abitanti si possono annoverare numerosi tra centenari e ultra novantenni.

San Giorgio Morgeto (Reggio Calabria)

San Giorgio Morgeto è un borgo di poco meno di 3.000 abitanti all’interno del Parco nazionale dell’Aspromonte.

Il paese è costruito su più livelli in un colle alla cui sommità si trovano i ruderi di un castello di origine bizantina risalente al IX secolo. Il castello di San Giorgio Morgeto, ampliato nel 1296, rappresenta oggi un grande esempio di architettura difensiva normanno-sveva in Calabria.

Il centro storico conserva intatto il fascino del borgo medioevale, con monumenti, edifici storici di notevole pregio architettonico e numerose chiese. All’entrata del paese domina l’antico convento dei domenicani dove studiò Tommaso Campanella.

Durante il periodo natalizio, di notevole richiamo artistico e spirituale, è il Presepe movimentato, costruito ogni anno da un gruppo di artigiani locali.

Tra i punti di interesse, oltre al castello, si annoverano: la fontana grande simbolo del paese e i ruderi della città di Sant’Eusebio.

Gallicianò di Condofuri (Reggio Calabria)

Gallicianò è un piccolissimo borgo di neanche 60 abitanti all’interno del Parco nazionale dell’Aspromonte in provincia di Reggio Calabria.

E’ conosciuto come l’Acropoli della Magna Grecia in Calabria poiché qui risiede una minoranza linguistica ellenofona: si parla la lingua greca (sempre più con contaminazioni dal calabrese). L’uso della lingua è però sempre più circoscritto ad un ambiente quasi esclusivamente domestico.

Il centro del paese si raggiunge percorrendo una stradina con curve e strapiombi. E’ qui che si trova la chiesa cattolica di San Giovanni Battista. Al 1999 risale invece la piccola chiesa ortodossa dedicata alla “Panaghìa tis Ellada”, ovvero alla Madonna della Grecia.

L’atmosfera del borgo è molto romantica e trova il suo monumento simbolo proprio nella Fontana dell’amore legata ad antiche leggende secondo cui in molti si sarebbero innamorati al suo cospetto.

Altro punto di interesse è il museo etnografico dedicato ad Angela Bogasari Merianoù. Un borgo minuscolo ma che vale la pena di visitare.

Mammola (Reggio Calabria)

Mammola è un paese di origine contadine tra il mare e la montagna (tra l’Aspromonte e le Serre). (https://www.comune.mammola.rc.it/)

Oggi è un centro d’arte tra i più apprezzati del versante ionico della Calabria. Questo lo deve in particolare al parco-museo all’aperto di arte moderna e contemporanea Santa Barbara, il “Musaba”, fondato da Nik Spatari e Hiske Maas alla fine degli anni Sessanta.

Numerose sono però le testimonianze dell’antica storia di Mammola: tra queste la necropoli indigena a Monte Scifo, quella greco-romana a Santa Barbara, ellenica a Buccafurri e le grotte del Brigante, del Palombaro e della Turri. 

Il centro del paese conserva il carattere del borgo medievale contraddistinto da abitazioni l’una a ridosso dell’altra e strette viuzze che collegano le numerose piazzette. 

Tra i monumenti religiosi meritano una visita l’Abbazia di San Biagio, la Matrice del XII secolo e la cinquecentesca chiesa della SS. Annunziata. Caratteristici sono anche i mulini ad acqua che si incontrano lungo il territorio.

Melissa (Crotone)

Melissa, borgo medievale in provincia di Crotone, fa parte della rete dei “Borghi autentici d’Italia” ed è bandiera blu dal 2012.

Il suo centro storico è raggiungibile solo a piedi attraverso molteplici tornanti che lasciano intravedere, man mano che ci si avvicina, un borgo arroccato con le sue numerose case, chiese e grotte rupestri utilizzate sino a non molto tempo fa come abitazioni.

A dominare il paese vi è lo storico castello feudale, oggi ridotto a un rudere, di cui sono ancora visibili le torri.

Meritano una visita le chiese di San Francesco di Paola, quella di Santa Maria dell’Assunta, la chiesa di San Giacomo (la più antica del borgo risalente al 1485) e quella di san Nicola.

Attorno alla Torre Melissa vi è poi un museo dedicato alla civiltà contadina.

Santa Severina (Crotone)

Santa Severina è un antico borgo medievale appartenente all’associazione dei Borghi più belli d’Italia. ()

Si trova a 325 metri sul livello del mare al centro della provincia di Crotone, tra il mare Ionio e i monti della Sila.

Il borgo è dominato dal castello normanno chiamato anche Castello Carafa o di Roberto il Guiscardo, il re normanno che ne ordinò la costruzione nell’XI secolo. Il castello ospita al suo interno un importante museo archeologico.

Il borgo è poi impreziosito da numerose chiese bizantine tra le quali, proprio adiacente alla Cattedrale, spicca il Battistero costruito tra l’VIII e il IX secolo. Nato come santuario sulle spoglie di un martire, solo in seguito venne trasformato nell’attuale battistero. 

Come detto, accanto si trova la Cattedrale di Santa Anastasia a croce latina a tre navate. Altra chiesa meritevole di una visita è quella di Santa Filomena. La passeggiata per il borgo si può completare con la visita al museo Diocesano di Arte sacra, che ha sede nel palazzo arcivescovile, e all’archivio storico ospitato nello stesso palazzo.

(Articolo già pubblicato su DOVE Viaggi)

Di Dario Raffaele

Giornalista professionista dal 2009 e Social media manager, mi piace definirmi un Social media journalist. Specializzato nel settore travel, amo raccontare emozioni.

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