I borghi siciliani sono piccoli scrigni, spesso inerpicati su una montagna o affacciati su un lembo estremo di costa, che racchiudono tesori artistici retaggio delle diverse dominazioni subite nei secoli e al contempo suggestivo scenario di paesaggi naturali mozzafiato; al loro interno uno stile di vita sobrio, genuino, dove i rapporti di vicinato valgono più di ogni altra cosa. Qui il tempo sembra essersi fermato o scorre lento, come se i borghi vogliano dare il tempo ai visitatori di lasciarsi ammirare.

Il borgo dei borghi

L’Isola negli ultimi anni ha più volte visto affermarsi uno dei suoi piccoli centri al concorso “Il Borgo dei borghi” ospitato all’interno del programma televisivo “Alle falde del Kilimangiaro” in onda su Rai Tre.

Gangi, in provincia di Palermo, si aggiudicò la prima edizione del concorso nel 2014. L’anno seguente fu la volta di Montalbano Elicona in provincia di Messina. Sambuca di Sicilia (Agrigento) fece tris per la Sicilia nel 2016. Nel 2018 si registrò l’ultima affermazione siciliana al “Borgo dei borghi” con Petralia Soprana.

I borghi più belli d’Italia

Ma l’Isola è anche la terza regione italiana (dopo Toscana, Lazio e a parimerito con la Lombardia) ad avere più esponenti all’interno dell’associazione de “I Borghi più belli d’Italia”: sono 23 le piccole realtà che ad oggi sono riconosciute dal Club; l’ultima che ne è entrata a far parte è stata Calascibetta, in provincia di Enna, nel 2021.

L’Associazione, che si è costituita con l’obiettivo di proteggere, promuovere e sviluppare i Comuni riconosciuti come i più belli d’Italia, richiede la soddisfazione di alcuni criteri – indicati come requisiti essenziali nella “Carta di Qualità” e nel “Regolamento” – per essere ammessi e avvalersi del marchio.

I 23 borghi siciliani nel club dei Più belli d’Italia

I borghi siciliani che possono vantarsi di farne parte sono, in rigoroso ordine alfabetico: Bucchieri, Castelmola, Castiglione di Sicilia, Castroreale, Cefalù, Erice, Ferla, Gangi, Geraci Siculo, Militello in Val di Catania, Montalbano Elicona, Monterosso Almo, Novara di Sicilia, Palazzolo Acreide, Petralia Soprana, Salemi, Sambuca di Sicilia, San Marco d’Alunzio, Savoca, Sperlinga, Sutera e Troina (oltra alla già citata Calascibetta).

I borghi marinari

C’è poi il Consorzio dei borghi marinari, un circuito di dieci comuni con capofila Mazara del Vallo, che vede riunite dieci città siciliane distanti tra loro ma unite dalla vocazione marinara: accanto alla città del “Satiro danzante” ci sono Cefalù (ammirata di recente nella seconda stagione della serie tv The White Lotus), Brolo, Giardini Naxos (prima colonia greca in Sicilia), Licata, Marsala (la città in cui sbarcarono i Mille di Garibaldi), Menfi, Milazzo, Portopalo di Capo Passero e Sciacca.

Che siano di mare, di collina o di montagna, i borghi siciliani sono un’occasione per scoprire una Sicilia diversa, più intima, da gustare (e non usiamo a caso questo verbo) anche in un weekend, approfittando delle belle giornate di sole e del clima mite che l’Isola ci regala tutto l’anno.

Portopalo di Capo Passero

Abbiamo selezionato venti tra i borghi più belli della Sicilia. Tra questi abbiamo volutamente tralasciato quelli più noti preferendo puntare l’obiettivo sui luoghi più nascosti, quelli ancora in parte da scoprire. Ve li raccontiamo in un viaggio che comincia dall’estremo Sud Est dell’Isola per risalire verso Nord Ovest. Allacciate le cinture e scopriamoli insieme.

Portopalo di Capo Passero

E’ il comune più a Sud d’Italia (isole a parte) e si trova allo stesso parallelo di Tunisi. Portopalo di Capo Passero, poco più di 3.700 abitanti, si trova in provincia di Siracusa. La via Vittorio Emanuele è il punto di partenza per la visita al borgo; la sua caratteristica principale è quella di tagliare in due il paese toccando ad Est il mar Ionio e ad Ovest il Mediterraneo.

Rientrano nel suo territorio due piccole isole che sorgono proprio di fronte al comune: l’isola di Capo Passero, collegata alla terraferma da una striscia di sabbia percorribile quando c’è bassa marea, e l’Isola delle Correnti.

Sull’Isola di Capo Passero l’attrazione principale, oltre alla natura, è la fortezza realizzata agli inizi del 1600. Sul portale d’ingresso si riconoscono le insegne araldiche del Re Filippo III salito al trono di Spagna e di Sicilia nel 1598.

Tornando al centro merita una visita il castello in stile liberty “Tafuri”, realizzato con materiali provenienti dalla cava di pietra dell’Isola delle Correnti.

Marzamemi

A soli 14 minuti di auto da Portopalo s’incontra Marzamemi, borgo marinaro i cui scorci sono tra i più fotografati in Sicilia: profumo di mare, case di pietra bianca con finestre e porte azzurre, barche di pescatori sullo sfondo e un dedalo di vicoli in cui perdersi per trovare poi rifugio nei tantissimi ristoranti di pesce appena pescato e negozietti di artigianato locale.

Marzamemi è molto piccola e la si visita in pochissimo tempo a piedi. Il piccolo porticciolo de La Balata è, insieme a quello della Fossa, uno dei due porti naturali del borgo. Parte integrante del paesaggio è la Tonnara, una delle più antiche e importanti del Regno delle due Sicilie, seconda solo a quella di Favignana nelle Egadi.

Ma il cuore dell’antico borgo è rappresentato da piazza Regina Margherita. Qui che si trova la vecchia chiesa di San Francesco da Paola, oggi sconsacrata e conosciuta anche come chiesa della Tonnara. Sull’altro lato della piazza, s’incontra invece la nuova chiesa di San Francesco da Paola, costruita nel 1945 in pietra arenaria. Da qui ogni anno parte la processione del Santo patrono.

Aci Trezza

Spostandoci nel catanese, a nove chilometri a Nord dal capoluogo etneo, troviamo Aci Trezza. Il borgo (facente parte del comune di Acicastello) in cui Giovanni Verga ha ambientato il suo capolavoro “I Malavoglia”, è legato in realtà anche ad altre storie risalenti all’antica Grecia. Prima fra tutte quella sull’origine dei suoi faraglioni. Questi sono degli scogli che si innalzano dal mare e che, secondo la leggenda, sarebbero stati scagliati da Polifemo contro Ulisse durante la sua fuga dal rifugio del ciclope.

Nel borgo si può visitare la casa del Nespolo, la piccola abitazione che ispirò Giovanni Verga per la sua storia dei Malavoglia. L’interno della casa ospita oggi un piccolo museo che racconta come vivevano i pescatori di un tempo.

Meritevole di una visita è anche la chiesa principale del paese ricostruita dopo il terremoto del 1693 e dedicata a San Giovanni Battista.

Se si vuole ammirare il borgo dal mare è possibile farlo approdando – con una barca che fa la spola dal piccolo porto – all’isola Lachea. Questa, che Omero aveva identificato come l’isola delle Capre, è oggi una sede della facoltà di biologia dell’Università di Catania.

Centuripe

Denominata “Il Balcone di Sicilia” da Garibaldi per i panorami che è possibile ammirare, Centuripe è un piccolo comune di 5249 abitanti in provincia di Enna. Conosciuta anche come la “Stella dell’ennese” per la forma a stella del suo agglomerato urbano, Centuripe conserva un invidiabile patrimonio archeologico di età romana, il secondo più ricco nella Sicilia Orientale dopo Taormina. Dal mausoleo di Corradino alle terme, passando dall’antica dogana sino agli Augustales, sono tanti i monumenti che confermano l’importanza che anticamente ebbe il paese come fedele alleata di Roma.

All’interno del borgo si trovano quattro musei: quello archeologico regionale, quello etnoantropologico, un centro espositivo e un centro sperimentale d’arte.

Numerose anche le chiese che è possibile visitare. Tra queste la chiesa del Santissimo Sacramento raggiungibile da una pittoresca scalinata e il Santuario Madonna delle grazie che costituisce da sempre per Centuripe e per i paesi circostanti, un luogo di grande devozione per la presenza di un dipinto raffigurante la Madonna.

Aidone

Sempre in provincia di Enna si trova Aidone, la Città della Dea. Il riferimento è alla Venere, una scultura greca del V secolo avanti Cristo, restituita alla sua terra di origine nel 2011 e oggi custodita all’interno del museo archeologico regionale.

Il borgo, che oggi conta 4198 abitanti, fu fondato alla fine dell’XI secolo dai Normanni, durante la conquista della Sicilia e la cacciata degli arabi. 

Aidone è ricca di notevoli punti di interesse: tra questi il Castellaccio, di cui sono rimasti solo i ruderi ma dal quale si gode una vista mozzafiato; la Torre Adelasia e la Chiesa di Santa Maria La Cava; la Chiesa madre di San Lorenzo e il Museo Archeologico. Quest’ultimo custodisce i reperti ritrovati nella vicina Morgantina, antica città greca, uno dei siti archeologici più interessanti dell’entroterra siciliano.

Sperlinga

Il borgo di Sperlinga, situato a 750 metri sul livello del mare in provincia di Enna, è un altro dei Borghi più belli d’Italia.

La fortezza che ne è simbolo passò alla storia quando, nel 1282, durante i Vespri Siciliani, fu l’unica dell’isola a non ribellarsi agli Angioini. Di qui il celebre motto: “Quod siculis placuit sola Sperlinga negavit” (la sola Sperlinga negò ciò che piacque ai Siciliani), leggibile ancora oggi sull’arco a sesto acuto del vestibolo del castello.

Il castello, il suo borgo rupestre e l’incantevole panorama che è possibile ammirare sono sicuramente le attrattive principali del paese. Ma nel territorio di Sperlinga è possibile visitare anche due interessanti musei. Il primo è quello etnoantropologico, in cui sono esposti gli oggetti del lavoro contadino e di uso domestico. Vi sono poi le Grotte-Museo, cinque delle quali sono state acquistate dal Comune per mantenere viva la memoria delle condizioni di vita degli abitanti fino agli anni Sessanta del Novecento. Proprio a questo periodo risalgono le frassate, variopinti tappeti tessuti a mano su vecchi telai in legno, che ancora oggi è possibile acquistare da alcuni artigiani locali.

Castelmola

Castelmola è un borgo di poco più di mille abitanti situato sopra la più famosa Taormina. Facente parte dell’associazione de I borghi più belli d’Italia, il primo impatto che si ha entrando in paese è il panorama mozzafiato su tutta la costa ionica siciliana, da Siracusa a Messina.

Il suo nome deriva dal Castello di Mola (la cui costruzione sarebbe datata intorno al 390 a.C.) che fu un tempo fortezza e torre di avvistamento e di cui oggi restano solo dei ruderi.

Passeggiando tra i vicoli di Castelmola s’incrociano varie chiese tra cui spiccano il Duomo intitolato a San Nicola di Bari e la chiesa di San Giorgio, che è anche il protettore del paese.

In molti visitano Castelmola anche per entrare nello storico bar Turrisi. Fondato nel 1947, oggi il bar Turrisi rappresenta uno dei luoghi più pittoreschi della Sicilia. Qui è possibile degustare i tipici sapori mediterranei circondati da sculture falliche che rappresentano la fecondità e la virilità dell’uomo.

Brolo

Sul versante tirrenico messinese si trova Brolo, cittadina di 5711 abitanti famosa oltre che per il bel mare e lo Scoglio che ne è simbolo, per il suo antico borgo medievale. La storia di Brolo nasce e si sviluppa intorno al Castello: costruito quasi a picco sul mare, il maniero dominava un vasto tratto della costa tirrenica, proteggendo le spiagge sottostanti dalle incursioni dei pirati.

Il castello fu sede di nobili oltre che residenza della principessa Bianca Lancia, moglie dell’imperatore Federico II e madre di Manfredi, re di Sicilia. Sono molti i viaggiatori e gli artisti del tempo che hanno soggiornato nel Castello di Brolo rapiti dalla bellezza del luogo.

Oggi all’interno dell’antico borgo è possibile visitare, oltre al castello, il museo storico della pena e della tortura ed il museo delle fortificazioni costiere della Sicilia.

Nella città nuova è immancabile fare una passeggiata sul bel lungomare aspettando il tramonto che ogni giorno, da queste parti, è uno spettacolo sempre diverso (per tonalità dei colori) che lascia il visitatore a bocca aperta.

Piraino

Piraino, piccolo centro di 3780 abitanti confinante con il comune di Brolo, si divide nella borgata di mare denominata Gliaca di Piraino e nell’antico borgo medievale di Piraino superiore. Il primo nucleo abitato sorse nel VII secolo a.C. attorno alla chiesetta Santa Maria de medio Augusto conosciuta come la Badia.

Sono di epoca medievale la cittadella fortificata e la grande torre saracena, conosciuta anche come “torrazza”, che domina il centro abitato. A Gliaca si trova invece la Torre delle Ciaule, costruita a picco sul mare, questa serviva come vedetta per gli avvistamenti dei pirati. Piraino grazie ai suoi due monumenti simbolo è conosciuta oggi come il paese delle due torri.

Il borgo vale una visita anche per il Palazzo Ducale (che fu sede dei Lancia e dei duchi Denti), per la Chiesa madre di Santa Maria al cui interno è possibile ammirare una tela di Santa Rosalia attribuita alla figlia del celebre pittore Pietro Novelli e per il convento di San Francesco dei minori osservanti caratterizzato dal bel chiostro con colonne e capitelli in arenaria scolpita. Dal Santuario del SS. Ecce Homo, famoso per gli splenditi affreschi, è infine possibile ammirare un panorama spettacolare sulle Isole Eolie.

San Marco d’Alunzio

Appartenente ai Borghi più Belli d’Italia, San Marco d’Alunzio, situato a 548 metri d’altezza, si affaccia direttamente sulle Isole Eolie  e si caratterizza per gli stretti vicoli medievali, un castello normanno e chiese pittoresche.

Monumento simbolo del borgo è il Tempio di Ercole, eretto nel IV secolo a.C. in stile dorico. La sua particolare posizione fa sì che, visto da una determinata prospettiva, esso sembri letteralmente sospeso nel cielo.

All’interno del borgo si trova anche il castello normanno eretto nel 1061 per volere di Roberto il Guiscardo e che fu un avamposto militare di enorme importanza per l’epoca.

Tra i monumenti religiosi più importanti vi è la Chiesa Madre di San Nicola nel quartiere medievale del borgo. Costruita tra il 1584 e il 1800, al suo interno sono custodite diverse statue lignee, un tabernacolo in marmo tardo rinascimentale, una fonte battesimale in marmo rosso tipico della zona e tele raffiguranti scene della Madonna e del Cristo.

Novara di Sicilia

Anche Novara di Sicilia è un piccolo borgo (poco più di 1700 abitanti) della provincia di Messina appartenente al “club” dei Più belli d’Italia.

Borgo di montagna con un’impronta di tipo medievale, si contraddistingue per le piccole case addossate l’una sull’altra, gli stretti vicoli spesso sormontati da archi, le facciate decorate, l’eleganza dei palazzi e le numerose chiese.

Il borgo ha il soprannome di Paese di Pietra e l’arenaria locale è la protagonista di tutte le più importanti costruzioni del paese. Qui il lavoro di scalpellino viene tramandato con orgoglio di generazione in generazione.

Sull’abitato domina l’antica Rocca Saracena di cui oggi restano solo ruderi. Come detto, sono numerose le chiese che è possibile visitare: tra queste la chiesa medievale di San Francesco (del secolo XIII) e quelle barocche come la Chiesa dell’Annunziata e la Chiesa di Sant’Ugo Abate. Al centro del borgo si trova invece la Chiesa di San Nicolò del XVII secolo. Al confine Sud Est del paese svetta poi l’Abbazia di Santa Maria La Noara fondata nel XII secolo da Sant’Ugo Abate.

Montalbano Elicona

Montalbano Elicona è salito agli onori delle cronache nel 2015 quando si aggiudicò il titolo di “Borgo dei borghi”. Situato a 907 metri sul livello del mare, Montalbano Elicona è un piccolo paese di 2835 abitanti (mille nel borgo) in provincia di Messina.

Il fulcro del paese è rappresentato dal castello svevo-aragonese, antica dimora di Federico II d’Aragona e ultimo esempio di palazzo residenziale trecentesco rimasto in Sicilia. Imperdibile la visita alla cappella reale di epoca bizantina.

Tra i musei del borgo ci sono quello delle armi bianche medievali e quello degli strumenti musicali antichi. Tra gli edifici religiosi spicca la Chiesa madre dedicata a San Nicola che custodisce una scultura del Santo e un ciborio in marmo attribuiti alla scuola del Gagini, un crocifisso ligneo quattrocentesco, un’Ultima Cena attribuita alla scuola di Guido Reni e preziosi arredi sacri.

La chiesa di Santa Caterina d’Alessandria si fregia invece di una statua dedicata alla Santa realizzata da Antonello Gagini.

Castellana sicula

Castellana sicula (in provincia di Palermo) è un borgo che nasce in pianura ma si inerpica con parte del suo territorio sulle Alte Madonie di cui si può considerare una delle porte d’accesso. Castellana, la cui nascita risale tra il ‘600 e il ‘700, custodisce diversi tesori archeologici: da una villa romana di età imperiale a una necropoli con tre ipogei scavati nella roccia, il più grande dei quali si trova all’interno del museo civico.

Ma sono i murales di più recente datazione a colpire l’attenzione del turista in visita al borgo. Da diversi anni sono infatti numerosi gli artisti che giungono qui da tutta Italia e dall’estero che lasciano la loro impronta sui muri delle abitazioni. I colori vivaci uniti alla ricchezza dei temi trattati e alla bellezza dei luoghi prescelti fanno oggi di Castellana un piccolo tesoro a cielo aperto. 

Tra gli edifici religiosi si deve menzionare la chiesa di san Francesco di Paola del 1799 (restaurata nel 1968) che spicca sulle altre, pur nella sua semplicità,  per un sant’Antonio Abate dello Zoppo da Gangi e numerose altre tele di pregevole fattura.

Caccamo

Il borgo di Caccamo (in provincia di Palermo) si trova alle pendici del monte San Calogero affacciato sulla valle del fiume San Leonardo. Città di origini cartaginesi (che qui si rifugiarono nel 480 a.C. sconfitti dal tiranno siracusano Gelone) Caccamo ha però il suo simbolo nel bellissimo castello normanno. Restaurato tra il 1997 e il 1998, è oggi uno dei manieri meglio conservati della Sicilia. Al suo interno ci si può perdere tra collezioni di scudi e corazze, arredi storici e reperti, mentre nelle prigioni (chiamate anche dammusi) si possono osservare i graffiti dei prigionieri che lasciano immaginare terribili storie di oblio e sofferenze.

Ma Caccamo è anche un territorio intriso di religiosità. Ne sono testimonianza le numerose chiese esistenti, alcune delle quali di rilevanza storica e artistica. Tra queste la Chiesa dell’Annunziata, quella di San Giorgio Martire e la Chiesa di San Benedetto alla Badia.

Borgo Parrini

Continuando il nostro viaggio verso l’Ovest della Sicilia, arriviamo a Borgo Parrini, piccola frazione rurale all’interno del comune di Partinico, in provincia di Palermo. Il borgo fu fondato dai padri Gesuiti nel XVII secolo: da qui l’origine del suo nome (in siciliano, parrini significa padri/sacerdoti).

Il recente intervento di un imprenditore locale ha trasformato il piccolo borgo agricolo, in parte decadente, in un angolo con eccentriche abitazioni ispirate allo stile di Antoni Gaudí. E’ da allora che il borgo è diventato sempre più meta di turisti.

La visita (che si completa in un’ora) inizia dalla piccola Parrocchia Maria SS.ma del Rosario. Durante la passeggiata ci si imbatterà nel murales di Frida Kahlo e nei tanti altri vivaci dipinti della borgata che ci proiettano in una dimensione artistica che prende spunto dal modernismo catalano. Entrati all’interno della casa museo sarà possibile scoprirne i curiosi motivi decorativi interni e la collezione di manifatture creata dagli artisti locali.

Sambuca di Sicilia

Sambuca di Sicilia è stato eletto “Borgo dei borghi” nel 2016 e da allora hanno avuto inizio le sue fortune turistiche.

Il borgo (in provincia di Agrigento) ha origini arabe. Costruito intorno all’830, si caratterizza per uno sviluppo urbano di matrice araba, “dentro le mura”, attorno alla fortezza di Zabut.  Intorno al 1600 la città ebbe un nuovo sviluppo, “fuori le mura”, mettendo al centro il palazzo comunale.

Tanti stili s’intrecciano a Sambuca. Sul monte Adranone sorge il complesso archeologico del IV secolo a.C.. Facciate barocche e palazzi dell’Ottocento si mescolano invece nel centro storico di origine araba in cui s’incontrano “li setti vaneddi” (sette vicoli saraceni), la chiesa della Matrice e il terrazzo Belvedere con i resti dell’antico castello dell’Emiro.

Da visitare anche il seicentesco palazzo Panitteri (nei pressi del Museo etnoantropologico), il palazzo dell’Arpa (sede del Municipio) e il palazzo Ciaccio. Tra le chiese spicca quella del Carmine con la statua marmorea della Madonna dell’Udienza (patrona di Sambuca di Sicilia) di scuola gaginiana.

Sutera

Sutera (1438 abitanti di cui 200 nel borgo) è uno dei 23 borghi siciliani facenti parte dell’associazione dei Più belli d’Italia.

Il borgo, che si trova in provincia di Caltanissetta, è arroccato sul monte San Paolino, dalla cui cima si può godere di un panorama superbo sulle colline circostanti e sulla valle del fiume Platani.

L’origine di Sutera risale alla dominazione araba dell’860 d.C. e il quartiere Rabato, articolato in caratteristici vicoli piccoli e stretti, ne è la più antica testimonianza. Nel quartiere sorgeva anche una moschea che venne sostituita nel 1370 con la chiesa di Santa Maria Assunta.

La visita al borgo può iniziare dal belvedere di piazza Sant’Agata, dove si trova la quattrocentesca chiesa di Sant’Agata. Poco più avanti l’ottocentesco municipio. Lungo la via Roma s’incontrano invece i ruderi del quattrocentesco palazzo Salamone.

Infine, appena fuori dal paese, merita una visita la Cappella San Marco, direttamente scavata nella roccia e caratterizzata da affreschi bizantini. 

Naro

Denominata la “Fulgentissima” da Federico II di Svevia, Naro (6949 abitanti, in provincia di Agrigento) è uno dei belvedere della Sicilia, situato a 600 metri su un colle dal quale si può ammirare un panorama che spazia dall’Etna alle Madonie a Sciacca e Licata.

Nel 1200 Naro era caratterizzata da una cinta fortificata su cui si aprivano sette porte. Oggi ne è rimasta solo una, la Porta d’Oro, da cui si ha accesso al borgo.

Naro è un intreccio di culture e stili diversi. Castelli, chiese e monasteri impreziosiscono il borgo di cui è simbolo la chiesa Madre che un tempo moschea.

Imperdibile è la visita al castello di Chiaramonte realizzato da Federico II d’Aragona che, con le sue mura possenti e le torri sovrasta l’abitato.

Ma Naro ha conosciuto il suo massimo splendore durante il XVII secolo, in corrispondenza della diffusione dell’arte barocca in Sicilia. In particolare il percorso barocco prevede la visita di sei chiese: la chiesa del SS. Salvatore, la chiesa di San Niccolò di Bari, la chiesa Madre e l’ex collegio dei Gesuiti, la chiesa di Sant’Agostino, l’ex convento di San Francesco e la chiesa di San Calogero.

Monterosso Almo

Monterosso Almo (in provincia di Ragusa) è un piccolo comune siciliano incastonato sui monti Iblei e facente parte dell’associazione dei Borghi più belli d’Italia.

Occorre scendere in piazza San Giovanni e proseguire lungo via Roma per vedere i palazzi signorili appartenuti alle famiglie nobili o alla borghesia terriera, come il barocco palazzo Burgio, dall’elegante prospetto, e l’ottocentesca casa palazzata Ba­rone. Seicentesco è anche il palazzo delle suore Orsoline, mentre appartengono al periodo neoclassico i palazzi Azzaro e Castellino.

La chiesa madre di Santa Maria Assunta si trova invece in Piazza Sant’Antonio. Questa, ricostruita dopo il sisma del 1693, sorge in cima a un’ampia scalinata e si presenta con una facciata neogotica. Dell’originaria chiesa duecentesca rimangono solo due acquasantiere e, dietro l’altare, un pezzo del pavimento in pietra pece con aquila bianca. 

Donnalucata

Concludiamo il nostro giro tra i borghi da scoprire in Sicilia a Donnalucata, la frazione più popolosa di Scicli (3172 abitanti), in provincia di Ragusa. La borgata, affacciata sul mar Mediterraneo, dista dal centro solo 7 chilometri ed è famosa per le sue due spiagge: quella di Micenci e la spiaggia di Ponente. Ma Donnalucata deve la sua popolarità soprattutto alla fiction de “Il commissario Montalbano” di cui sono state girate molte scene proprio in questa frazione.

Alla fine dell’XI secolo Donnalucata fu ambita dai Saraceni e difesa dai Normanni. Secondo una leggenda i due popoli combatterono un’epica battaglia sulla spiaggia nel 1091. I Normanni guidati da Ruggero D’Altavilla ebbero la meglio sulle truppe dell’Emiro Bell Khan grazie all’intervento della Madonna delle Milizie, la Madonna guerriera a cui è dedicato un santuario a monte della frazione balneare.

Meritevole di una visita è la chiesetta di Santa Caterina da Siena, riconoscibile da ogni parte della borgata per il suo alto campanile che col suo orologio scandisce le ore della tranquilla vita del borgo.

(articolo già pubblicato su DOVE Viaggi)

Di Dario Raffaele

Giornalista professionista dal 2009 e Social media manager, mi piace definirmi un Social media journalist. Specializzato nel settore travel, amo raccontare emozioni.

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