Candelora Sant'Agata

Il 2 febbraio si celebra il giorno della Candelora. E proprio in questi giorni a Catania, stanno girando le candelore di Sant’Agata,che si festeggia il 5 febbraio ma la cui Festa ha inizio già il 3 febbario.

Significato della Festa

La festa della Candelora è molto sentita in diverse regioni del Sud Italia, in particolare in Sicilia e Sardegna. La celebrazione del 2 febbraio ha un motivo, in questo giorno infatti sono passati esattamente 40 giorni dopo il Natale. La festa della Candelora rappresenta la Presentazione di Gesù al Tempio.

In diverse confessioni la tradizione vuole che i fedeli portino le proprie candele in chiesa per farle benedire.

Le candelore di Sant’Agata

La festa di sant’Agata è caratterizzata anche dalla tradizionale sfilata delle “candelore ”. Queste sono enormi ceri rivestiti con decorazioni artigianali, puttini in legno dorato, santi e scene del martirio di Sant’Agata, oltre a fiori e bandiere.

Il significato originario delle candelore di Sant’Agata

Le candelore precedono il fercolo di Sant’Agata nella processione, perché un tempo, quando mancava l’illuminazione elettrica, avevano la funzione di illuminare il passo ai partecipanti alla processione. Le candelore vengono portate a spalla da un numero di portatori che varia da 4 a 12 uomini a seconda del peso del cero.

Le candelore rappresentano, inoltre, le associazioni di varie categorie di lavoratori. Ognuna delle 11 candelore possiede infatti una precisa identità: la forma che caratterizza il cero, l’andatura e il tipo di ondeggiamento che gli viene dato, la scelta di una marcia come sottofondo musicale. Le candelore sfilano sempre nello stesso ordine.

Le 11 candelore della festa di Sant’Agata

Ad aprire la processione è il piccolo cero di monsignor Ventimiglia. Il primo grande cero rappresenta gli abitanti del quartiere di San Giuseppe La Rena e fu realizzato all’ inizio dell’Ottocento. La candelora è seguita da quella dei giardinieri e dei fiorai, in stile gotico-veneziano.

Il terzo in ordine di uscita è quello dei pescivendoli, in stile tardo-barocco con fregi santi e piccoli pesci. Il cero che segue è quello dei fruttivendoli, che invece ha passo elegante ed è dunque chiamato la “signorina ”. Quello dei macellai è una torre a quattro ordini.

La candelora dei pastai è un semplice candeliere settecentesco senza scenografie. La candelora dei pizzicagnoli e dei bettolieri è in stile liberty, quella dei panettieri è la più pesante di tutte, ornata con grandi angeli, e per la sua cadenza è chiamata la “mamma ”.

Chiude la processione la candelora del circolo cittadino di sant’Agata che fu introdotta dal cardinale Dusmet. In passato le candelore sono state anche più numerose: esistevano quelle dei calzolai, dei confettieri, dei muratori, fino a raggiungere in alcuni periodi il numero di 28.

In questi giorni è normale vederle sfilare per le vie della città con al seguito fedeli e bande musicali.

Di Dario Raffaele

Giornalista professionista dal 2009 e Social media manager, mi piace definirmi un Social media journalist. Specializzato nel settore travel, amo raccontare emozioni.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *