regole case vacanze

Nuove regole per gli affitti brevi, il Governo accelera e sembra voler presentare un decreto-legge che andrebbe a modificare radicalmente la legislazione in vigore.

Le novità sugli affitti brevi

Le novità più grandi sono che:

  • 1) “Il contratto di locazione per finalità turistiche avente ad oggetto uno o più immobili ad uso abitativo, nei comuni capoluoghi delle città metropolitane non può avere una durata inferiore a due notti consecutive, fatta eccezione per l’ipotesi in cui la parte conduttrice sia costituita da un nucleo familiare con almeno tre figli”.
  • 2) Il limite di appartamenti che lo stesso proprietario può destinare all’affitto breve è di due. Con più di due case vacanze l’attività del proprietario è considerata di tipo economico con la necessità di aprire la partita Iva.
  • 3) Confermati anche il Cin, Codice identificativo nazionale, e gli obblighi di dotazioni di sicurezza, anti incendio e per il monossido.

Regole per gli affitti brevi oggi

Questi sono i passaggi da compiere oggi per trasformare un appartamento in una casa vacanze per gli affitti brevi. Ricordiamo che l‘art. 4 del DL 50/2017 prevede che le locazioni brevi non possono avere una durata superiore a 30 giorni. In questo caso non scatta l’obbligo di registrazione del contratto.

  • Sul sito della propria regione, leggere la normativa per affittare casa ai turisti (ogni regione ha diverse disposizioni).
  • Contattare il comune in cui hai la casa per avviare le pratiche. In diverse regioni d’Italia è richiesto un codice identificativo per affittare casa in modo regolare.
  • Contatta la questura per richiedere le credenziali di accesso al portale “alloggiati-web”.
  • Pubblicizzarsi sulle migliori Piattaforme per affitti brevi.
  • Pagare la tassa di soggiorno.
  • Comunicazione all’Osservatorio turistico della propria regione dei dati statistici degli ospiti presenti in casa.
  • Informati sulla tassazione da applicare sui propri guadagni e come e quando pagare i redditi percepiti. Oggi è possibile applicare la cedolare secca al 21%.

La posizione dell’Aigab

“La nostra opinione è che siamo in presenza di un testo peggiorativo rispetto alla prima bozza del ddl locazioni turistiche messa a punto dal Ministero del Turismo” – dice Marco Celani, presidente Aigab – Associazione italiana gestori affitti brevi – .

“Di fatto sono state accolte richieste del mondo alberghiero volte a introdurre limitazioni attraverso complessi adempimenti relativi agli immobili (assoggettamento alle norme antincendio, introduzione nelle case di rilevatori di monossido di carbonio), incomprensibili restrizioni dirette volte a rendere meno conveniente il ricorso a questo strumento (come quelle del minimum stay, quindi possibilità di affittare una casa solo soggiornando almeno due notti) o rendere più complicata la vita del proprietario (costringendolo a diventare imprenditore nel caso abbia 3 o più immobili, mentre prima la soglia era di 5).

Ogni proprietario in tutta Italia che abbia più di due appartamenti messi a reddito con gli affitti brevi sarà escluso dalla cedolare secca e costretto ad aprire partita IVA con l’obbligo di iscriversi al registro imprese e tenere la contabilità. Ancora da chiarire cosa intenda la norma per imprenditorialità perché ogni regione ha una diversa definizione. Nella peggiore delle ipotesi la norma può essere interpretata per chiunque faccia locazioni turistiche costringendo anche il singolo proprietario ad aprire P.IVA e rinunciare alla cedolare secca.

Positivo, come abbiamo invocato più volte, che il ddl centralizzi con l’introduzione sacrosanta del CIN nazionale e demandi ai sindaci, che non avranno alcuna autonomia su ulteriori limitazioni, l’onere dei controlli.

Più costi e minori ricavi è inoltre la conseguenza con cui dovranno fare i conti i gestori professionali, adeguandosi alle nuove norme, ed i proprietari onesti, che dovranno spendere di più per rispettare i requisiti introdotti. Queste misure avranno come conseguenza negativa un minor gettito per l’Agenzia delle Entrate e, a causa della diminuzione del prodotto, meno offerta per i viaggiatori spinti verso gli hotel”.

Il diritto di proprietà

Ricordiamo che secondo la nozione dell’articolo 832 del codice civile, la proprietà è “il diritto di godere e disporre della cosa in modo pieno ed esclusivo, entro i limiti e con l’osservanza degli obblighi stabiliti dall’ordinamento giuridico.”

Di Dario Raffaele

Giornalista professionista dal 2009 e Social media manager, mi piace definirmi un Social media journalist. Specializzato nel settore travel, amo raccontare emozioni.

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