Il trionfo di White Lotus (e della Sicilia). Era la seconda stagione di una serie ormai cult negli Stati Uniti, tutta ambientata in Sicilia tra TaorminaCefalùNoto e dintorni.

Nel 2022 è stata considerata una delle prime cause del boom di turisti internazionali nella regione e in generale, la motivazione di una vera e propria febbre italiana negli ultimissimi mesi.

Nella notte tra il 10 e l’11 gennaio The White Lotus si è aggiudicata ben 2 Golden Globes, i principali premi statunitensi per film e tv show dell’anno in America. Miglior miniserie 2022 e miglior attrice, la star del programma Jennifer Coolidge.

The White Lotus: la serie

Disponibile dal 19 dicembre in esclusiva su Now e Sky, prodotto Usa targato Hbo, la serie è incentrata sullo staff e su un gruppo di ricchissimi ospiti delle diverse sedi di una catena di resort nei luoghi più belli del pianeta.

Creata, sceneggiata e diretta da Mike White (ideatore di School of rock, tra gli altri), ogni miniserie racconta una settimana di vacanza.

Sei puntate la prima stagione del 2021, ambientata alle Hawaii, sette la seconda (trasmessa in Usa da ottobre), tutta siciliana. Della terza stagione, annunciata a novembre, si sa solo che avrà un set asiatico. 

La seconda serie, dunque, è un vero e proprio lungo spot per le bellezze siciliane, tra tuffi in mare, corse in vespa, gite tra parchi, spiagge, rovine romane e palazzi barocchi. Con epicentro sul San Domenico Palace, il vero hotel Four Season di Taormina usato come set del The White Lotus.

White Lotus e il boom del turismo in Sicilia

Il New York Times ha parlato di un The White Lotus effect che ha reso quest’inverno la Sicilia il sogno proibito dei vacanzieri americani e inglesi, raddoppiando le ricerche sul web sulle location della serie e riportando il turismo anglofono nell’isola ai livelli pre-covid.

Due dati per tutti: il Teatro Antico di Taormina nel 2022 ha ospitato la bellezza di 844.542 persone, circa il doppio del biennio precedente e con un ritorno ai livelli pre-pandemici, mentre il Parco di Naxos ha fatto registrare un aumento del 139 per cento rispetto all’anno precedente. 

Ma quali sono esattamente i luoghi di The White Lotus da scoprire o riscoprire nel 2023? Ve li presentiamo.

Taormina, la sede del resort The White Lotus

Taormina, conosciuta anche come la Perla dello Ionio, è la sede del San Domenico Palace (Four Season) alias il resort The White Lotus nella serie che ieri ha sbancato ai Golden Globe.

Fondato nel 1374, questo tipico convento domenicano venne ampliato nel 1896 per trasformarlo in hotel con un nuovo edificio in stile Liberty. Da oltre un secolo, il San Domenico Palace accoglie gli ospiti più illustri, da Oscar Wilde e il re Edoardo VIII a Elizabeth Taylor, Audrey Hepburn e Sophia Loren sino a Donald Trump, ex presidente degli Usa durante il G7 tenutosi proprio a Taormina nel 2018.

Piazza IX Aprile a Taormina

La città è adagiata su una terrazza con vista sul mare e sull’Etna, ed il suo teatro antico si apre in un abbraccio verso lo Ionio e verso il panorama verdeggiante degli agrumeti. Goethe descrisse la città nel suo “Viaggio in Italia” come “il più grande capolavoro dell’arte e della natura”, così Taormina divenne una delle mete privilegiate del Grand Tour, tanto in voga fra gli intellettuali dell’epoca che la resero una città esotica ed estrosa e favorirono la nascita di numerosi alberghi.

Ai luoghi di interesse storico e culturale come il Teatro Antico risalente al III secolo a.C. o il Palazzo Corvaja (la cui torre fu eretta nel 1275 durante l’Emirato di Sicilia. L’ala destra dell’edificio fu realizzata agli inizi del Quattrocento per permettere le riunioni del Parlamento siciliano convocate a partire dal 1411) si uniscono paesaggi naturali di inebriante bellezza come l’Isola Bella e la Grotta Azzurra.

Come se tutto ciò non bastasse, questo riuscito compendio tra cultura e natura è impreziosito da una ricca offerta gastronomica: da non perdere le granite di mandorla e gelsi del Bam Bar o ancora gli arancini di “Cristina” (deliziosi quelli al pistacchio di Bronte) da gustare passeggiando per le vie del Corso Umberto.

Cefalù, la sua spiaggia incanta il pubblico americano

Il piccolo e incantevole borgo medievale di Cefalù sorge ai piedi delle Madonie e la sua incomparabile bellezza gli è valsa diversi riconoscimenti per la qualità del turismo, primo fra tutti l’appartenenza all’associazione dei Borghi più belli d’Italia.

La prima scena della seconda stagione di The White Lotus è ambientata proprio nella bella spiaggia di Cefalù. Da lì, con un flashback si riavvolge la storia che ha incantato l’America e ieri ha trionfato all’ultima edizione dei Golden Globe.

Il mare di Cefalù e la Rocca

Ma Cefalù non è solo mare. La cinta muraria megalitica (fine V sec. a.C.) e il cosiddetto tempio di Diana, edificio megalitico sulla rocca, conservano il ricordo della storia più antica della città. Cefalù fu alleata di Cartagine nel 396 a.C., conquistata dai siracusani nel 307 a.C., nel 254 a.C. cadde sotto la dominazione romana. Nell’858 arrivarono gli arabi, nel 1063 i normanni.

La cattedrale è l’asse su cui ancora ruota l’intera città storica, inserita in un contesto ambientale di grande fascino, tra il vasto orizzonte marino e il tozzo monte cui è addossata.

L’interno della cattedrale è dominato dal solenne ritmo del colonnato e dall’immagine incombente del Cristo Pantocratore (che qui dicono sia più bello di quello di Monreale) nel catino dell’abside, tutto a mosaici su fondo oro, con scritte in greco e latino, di pregevolissima fattura bizantina (1148).

Tutte da scoprire anche le bellezze della Cefalù medievale. Tra queste il palazzo Maria in piazza Duomo e l’osterio Magno in Corso Ruggero, un edificio risalente al XIII sec., probabilmente costruito su una struttura preesistente, identificata, secondo una falsa tradizione, con la residenza di re Ruggero.

Da non perdere, inoltre, il lavatoio medievale, cui si accede attraverso un’elegante scalinata di pietra lavica. Interamente scavato nella roccia e usato fino a non molto tempo fa, è la foce del fiume Cefalino che nasce dalle montagne a 1000 metri d’altitudine e giunge nel borgo attraverso un percorso sotterraneo di 12 chilometri. 

Ma Cefalù è anche barocco. Questo è degnamente rappresentato dai prospetti del monte della Pietà (1716) e della bella chiesa del Purgatorio (1668), ma anche da portali, mensole e altri dettagli architettonici che vivacizzano angoli, vie e piccole piazze del centro storico.

Cefalù può essere ammirata dall’alto della sua rocca che la sovrasta. È da questa posizione privilegiata che i visitatori possono godere di uno dei panorami più incantevoli mai visti, soprattutto se si raggiunge la cima al calar del sole. In un ampio abbraccio, che da Palermo si estende fino a Capo D’Orlando, la vista dalla Rocca di Cefalù rende questo posto una tappa imperdibile per gli animi più romantici, resa ancora più magica dal mito greco di Dafni legato alla sua origine.

In cima alla rocca si trova un edificio megalitico, il tempio di Diana, probabilmente legato al culto dell’acqua, come proverebbe la vicina cisterna risalente al IX sec. a.C. Della stessa epoca (fine V sec. a.C.) del tempio è la cinta muraria megalitica, di cui restano solide vestigia lungo la scogliera della Giudecca (Postierla) e presso l’antica Porta Terra (oggi piazza Garibaldi). 

Cefalù ha il profumo del mare, e dal mare trae origine gran parte dei piatti tipici. Ma la regina della cucina cefaludese è a base di carne: la pasta ’a taianu (pasta al tegame) è una golosa e poetica miscellanea di sapori e profumi, e piatto forte della Festa del SS. Salvatore. La pasta è condita con ragù, carne e melanzane fritte.

Noto, capitale barocca

Noto, conosciuta anche come “Il giardino di pietra”, può essere considerata come la capitale del barocco siciliano. Un tempo città di nobili e di prelati, Noto insieme ad altre sette città dell’omonima Valle (Caltagirone, Catania, Militello Val di Catania, Modica, Palazzolo Acreide, Ragusa e Scicli), è diventata patrimonio dell’Umanità dal 2002.

Uno scorcio della cattedrale di Noto

Palazzi, chiese, monasteri, piazze, fontane, si aprono in successione come una scenografia teatrale che lascia senza fiato. Decisamente, il più bel chilometro d’arte d’Europa quello rappresentato dal Corso Vittorio Emanuele di Noto.

L’Arco del Trionfo, chiamato anche Porta Reale, è un importante monumento ottocentesco legato alla visita di Ferdinando II, Re delle Due Sicilie, realizzato proprio per accogliere il sovrano durante la sua visita alla città. La Porta Reale è sicuramente il modo più scenografico per fare il proprio ingresso nella città del Barocco.

La Cattedrale di Noto è intitolata a San Nicolò ed è la più importante rappresentazione barocca della città. L’edificio è stato ristrutturato interamente nel 2007, con una riedificazione della stessa dovuta al precedente crollo avvenuto alla fine degli anni ’90 del XX secolo. 

Altra chiesa imperdibile è quella di Santa Chiara caratterizzata da una doppia facciata.

Palazzo Ducezio (attuale sede del municipio), Palazzo Nicolaci, utilizzato nel Settecento come residenza da parte della famiglia principesca dei Nicolaci di Villadorata e la Fontana di Ercole sono solo alcuni dei principali monumenti del Corso che rubano l’occhio del visitatore in questo incantevole sito Unesco in cui sono state girate alcune scene della serie The White Lotus che ha trionfato agli ultimi Golden Globe.

Noto, come del resto tutta la Sicilia, è anche terra di sapori unici e genuini. Il mare è protagonista nella tavola del Sud est siciliano. Le ricette spaziano dagli antipasti di crudità di tonno ai primi piatti a base di pesce spada e frutti di mare, per arrivare ai secondi con pescato del giorno, o seppie e calamari ripieni. A concludere il pranzo la cassata siciliana con la ricotta ricavata direttamente dai pascoli circostanti e lavorata dalle tante pasticcerie del posto. Una delizia per il palato per rendere indimenticabile la visita nel cuore del Barocco siciliano. (articolo già pubblicato su DOVE Viaggi)

Dario Raffaele e Gianfranco Raffaelli

Di Dario Raffaele

Giornalista professionista dal 2009 e Social media manager, mi piace definirmi un Social media journalist. Specializzato nel settore travel, amo raccontare emozioni.

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