chiesa madre Zafferana Etna con Etna

Intorno all’Etna, patrimonio Unesco dal 2103, si estendono pittoreschi paesini che sembrano sospesi nel tempo e che fanno strabuzzare gli occhi al visitatore che decide di scoprirli. Tutti a non più di un’ora da Catania. Case di pietra lavica prodotta dalle eruzioni dell’Etna nel corso dei millenni e stradine tortuose si fondono armoniosamente con il paesaggio circostante. Qui il tempo sembra scorrere lentamente, permettendo ai viaggiatori d’immergersi completamente nell’autenticità e nella semplicità della vita siciliana. Ogni pietra racconta una storia di fuoco e passione, di distruzione e rinascita, conferendo al paesaggio un carattere unico e indimenticabile.

Nicolosi, la porta dell’Etna

Una storia che, nel nostro caso, ha inizio da Nicolosi, conosciuta come la Porta dell’Etna grazie alla posizione che la rende punto d’accesso privilegiato al Vulcano. Qui vi ha sede il Parco dell’Etna, primo ad essere istituito tra i parchi siciliani (nel 1987), con 59.000 ettari di boschi, sentieri e panorami irripetibili. Da qui si sale sino al Rifugio Sapienza, a quota 1.900 metri, dove si può prendere la Funivia dell’Etna per raggiugere la sommità del Vulcano a quota 2.500 da cui si ammira un panorama spettacolare che, durante le giornate più limpide, permette di vedere fino all’isola di Malta.

altarino in pietra lavica alla Madonna di Lourdes a Nicolosi foto Dario Raffaele

Un paese da scoprire tra cultura e sapori

Restando in paese, merita una visita il sito in cui sorgeva l’antico monastero di San Nicola, risalente al 1150, e da cui, secondo molti, ha origine il nome della città. Ristrutturato nel 2005, è oggi sede dell’Ente Parco. Nel centro storico si trova la Chiesa Madre dello Spirito Santo, con il bel campanile in pietra lavica, progettata dal Vaccarini dopo gli eventi catastrofici – eruzione e terremoto – del 1669 e 1693. Chi vuole scoprire i sapori più genuini del territorio può fare tappa all’azienda Serafica, Terra di Olio e Vino (strada comunale Monpilieri). Qui è possibile effettuare quattro diverse degustazioni di vini e oli dell’Etna accompagnate da pane cunzatu e tagliere di salumi.

Da Pedara a Zafferana Etnea

L’itinerario tra i paesi dell’Etna prosegue verso Zafferana Etnea e Milo passando da Pedara per visitare in piazza Don Diego uno splendido esempio di chiesa nera dell’Etna: la Basilica di Santa Caterina Alessandrina (1563).

Basilica di Santa Caterina Alessandrina a Pedara foto Dario Raffaele

Proseguendo a Nord-Est e dopo aver attraversato i comuni di Trecastagni e Viagrande si arriva a Zafferana. Da piazza Belvedere si gode di un panorama che spazia dalla Calabria sino al golfo di Siracusa. Dopo la visita alla Chiesa di Santa Maria della Provvidenza e alla Casa museo dell’Apicultore, è obbligatorio uno stop nella storica pasticceria Donna Peppina per assaggiare la siciliana (una sorta di calzone fritto con formaggio tuma e acciughe) e i biscotti sciatori.

Tra i comuni dell’Etna Milo è la città della musica

Poco distante da qui, attraversando una strada immersa nel verde tra boschi di querce, lecci e castagni, s’incontra Milo. Il piccolo borgo, Città del Vino e della Musica, fu caro ai maestri Franco Battiato e Lucio Dalla, che tra i suoi boschi amavano rifugiarsi. A loro due è dedicata una scultura bronzea in piazza Belvedere. Si conclude qui il primo giorno alla scoperta dei paesi etnei.

Milo Piazza Belvedere e gruppo scultoreo Dalla Battiato foto Dario Raffaele

Comuni dell’Etna, alla scoperta di Randazzo

Il giorno dopo si parte alla volta di Randazzo, città delle cento chiese (molte delle quali ancora esistenti). Per arrivare in questa cittadina medievale si prende l’autostrada A18 e si esce a Fiumefreddo. La salita verso la nostra meta ha inizio da Piedimonte Etneo in cui si attraversa la suggestiva “Porta San Fratello” formata da una coppia di obelischi in pietra lavica. Si passa quindi da Linguaglossa, punto d’accesso al versante Nord dell’Etna. Qui, tra antiche chiese e maestosi palazzi nobiliari, si fa notare anche una serie di circa 50 murales realizzati negli anni 90 per raccontare la storia e lo spirito del Mongibello (il nome dato dagli Arabi all’Etna).

La città delle 100 chiese

Chiesa di San Nicolo a Randazzo foto Dario Raffaele

In meno di mezz’ora si raggiunge Randazzo. Imperdibile è la visita alla Chiesa di Santa Maria (quartiere latino) e a quella di San Martino (quartiere lombardo), famosa per il suo campanile risalente all’anno Mille e considerato tra i più belli di Sicilia. Quindi si raggiunge la Chiesa di San Nicolò (quartiere greco) del XIII secolo. Nell’omonima piazza è possibile ammirare anche la statua che rappresenta l’unione dei tre quartieri e impersonata dal Gigante Piracmone o Rannazzu Vecchiu. Suggestiva è poi la passeggiata sull’acciottolato in basalto lavico di Via degli Archi.

Passaggio a Maletto

Il terzo giorno di visita è dedicato a Bronte. Ma, proseguendo la circumnavigazione dell’Etna in senso antiorario si passa prima da Maletto, paese delle fragole (famosa la sagra di giugno). Da qui partono diversi percorsi di trekking alla volta di numerosi crateri spenti (tra i quali monte Scavo, monte Maletto e monte Pomarazzo). In centro merita una visita la Chiesa Madre risalente al XIX secolo con scalinata in pietra lavica.

Bronte, il regno del pistacchio

Il castello di Nelson a Bronte foto Dario Raffaele

Dalle fragole al pistacchio il passo è breve! In 15 minuti si arriva a Bronte, città in cui si produce “l’oro verde di Sicilia”. Il paese è un gioiello architettonico. Nel centro storico spicca la Chiesa Madre del 1500 dedicata alla SS. Trinità. Poco distante si visita il Real Collegio Capizzi fondato dal Venerabile sacerdote Ignazio Capizzi intorno al 1770: servì per promuovere l’istruzione e la formazione dei giovani. Per ultimo, al confine con Maniace, ci sorprende il Castello di Nelson. L’importante complesso architettonico ricadente nella Ducea di Nelson, nasce in realtà come abbazia benedettina nel XII secolo. Questa fu donata da Ferdinando I re delle Due Sicilie all’ammiraglio inglese Horatio Nelson nel 1799 in segno di riconoscenza per aver salvato il regno durante la repressione della Repubblica partenopea. Oggi è una tappa imperdibile di questo percorso alla scoperta della bellezza alle pendici dell’Etna.

Come arrivare in auto o circumetnea

In auto, seguendo le indicazioni per Nicolosi-Etna (versante Sud) o prendendo l’A18 e uscendo a Fiumefreddo (versante Nord). Suggestivo il percorso in Circumetnea. Punto di partenza è la stazione di Catania Borgo con arrivo alla stazione di Riposto attraversando i paesi etnei di Paternò, Adrano, Bronte, Randazzo, Linguaglossa, Piedimonte Etneo. Durata del tragitto 3 ore. Costo del biglietto: 6,80 euro.

Dove mangiare

La Baita di Rosemary

Locale tipico siciliano costruito in una vecchia baita di montagna. Il piatto tipico sono le tagliatelle ai funghi ma si può gustare anche un’ottima pizza.

Indirizzo: via Etnea 75, Nicolosi – Tel.: 3406384127 – https://www.facebook.com/labaitadirosemary/ Prezzo medio: 30 euro

San Giorgio e il Drago

Piatti tipici del territorio, dell’Etna, Nebrodi e Alcantara. Tra le specialità i Tonnacchioli alle erbe di stagione dell’Etna.

Indirizzo: piazza San Giorgio 28, Randazzo – Tel.: 095923972 – www.ristorantesangiorgioeildrago.it – Prezzo medio: 30 euro

Al Braciere Osteria Milo

A pochi metri da piazza Belvedere. Da provare le mezze maniche ai funghi porcini freschi e lo stinco di maiale arrosto con patate al forno.

Indirizzo: Corso Italia n. 38, Milo, Tel.:0957087048, www.albraciereosteriamilo.it Prezzo medio 20/30 euro.

Caffetteria Luca

Pasticceria, caffetteria e gastronomia specializzata nei prodotti a base di pistacchio Dop di Bronte. Specialità: arancino al pistacchio, sette veli al pistacchio. 

indirizzo: Via Messina 273, Bronte – telefono: 095 7724188 – sito internet www.caffetterialuca.com

prezzo medio prodotti al pistacchio: 6 euro

Trattoria LinguaGrossa

Nel centro storico e adiacente al Duomo, il menù di questa trattoria si basa su piatti della tradizione con un tocco moderno. Da provare lo stinco d’agnello cotto a bassa temperatura e servito con purè e verdure.

Indirizzo: via Marconi 100, Linguaglossa. Tel.: 3208649723 Instagram: @trattorialinguagrossa Prezzo medio: 45 euro.

Dove dormire

Casale di campagna Etna Quota Mille

Azienda di turismo rurale immerso nella natura il cui nucleo più antico è costituito da un casale siciliano dei primi anni del XIX secolo. Piscina con vista sull’Etna e un ristorante dove gustare i sapori tipici del territorio.

Contrada Marzarola s.n., Randazzo – tel.: +39 095 518 7293 Prezzo matrimoniale da 130 a 170 euro.

www.etnaquotamille.it

Feudo Marullo

Resort affacciato sull’Etna. Storia, territorio, design e arte culinaria sono i suoi tratti distintivi. Piscina riscaldata e zona verde per i momenti di svago.

Indirizzo: Contrada Placa Torre, Bronte – Tel.: 0959515205 – www.feudomarullo.it Prezzo in camera matrimoniale con prima colazione: 100 euro (sia bassa che alta stagione)

Dove comprare

L’antico e il nuovo

Negozio dall’atmosfera magica (molto natalizio) all’interno di un vecchio ostello in cui comprare dalla ceramica artistica siciliana e oggetti in pietra lavica alla porcellana inglese.

Indirizzo: via Etnea 65, Nicolosi, tel. 095 910031 – www.anticoeilnuovo.com

Casa Museo dell’Apicoltore

Il miele di Zafferana Etnea è considerato tra i più buoni d’Italia. In molteplici varietà: zagara, castagno, carrubbo, ecc.  Qui si trovano numerosissime aziende che lo producono. Nella Casa Museo dell’Apicoltore si intraprende un viaggio alla scoperta della vita delle api ed è possibile comprare del miele di altissima qualità. Indirizzo: via tenente Giuseppe Scuderi 26/C, tel. 0957081677 – www.casamuseodellapicoltore.it

(articolo già pubblicato su DOVE)

Di Dario Raffaele

Giornalista professionista dal 2009 e Social media manager, mi piace definirmi un Social media journalist. Specializzato nel settore travel, amo raccontare emozioni.

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